La guida alimentare americana si avvicina allo stile mediterraneo: i cambiamenti nelle abitudini nutrizionali

La guida alimentare americana si avvicina allo stile mediterraneo: i cambiamenti nelle abitudini nutrizionali

Lorenzo Fogli

Gennaio 16, 2026

Nel fitto confronto sulle questioni di salute pubblica negli Stati Uniti, un dato nuovo spicca con forza: sono state appena pubblicate le linee guida alimentari per il quinquennio 2025-2030. Al centro del discorso emerge un invito concreto, quasi diretto a tornare a cibi poco o per nulla lavorati, lasciando da parte quei prodotti confezionati che ormai riempiono i carrelli e i piatti di molti americani. In un paese dove sovrappeso e obesità sono una vera criticità, si punta a un approccio basato sul buon senso nel mangiare, non troppo diverso da quello mediterraneo che esiste da anni in diverse zone d’Europa.

Il messaggio che spicca è semplice: “mangiate roba vera”. Non si chiede una rivoluzione radicale, ma un modo più ordinato di considerare le priorità giornaliere. Frutta e verdura fresche, cereali integrali, insieme a fonti di grassi “buoni” come l’olio d’oliva, scalano posizioni nel menù quotidiano. Le linee guida mettono sotto la lente la salute metabolica, una piaga reale per molti americani: sedentarietà e diete sbilanciate portano a malattie cardiache e diabete, che sono segnali preoccupanti in tante aree urbane sia del Nord che del Sud. Insomma, non si vuole solo raccontare un problema, ma proporre dritte pratiche e concrete.

La gerarchia alimentare: equilibrio e qualità a ogni pasto

Non si tratta di imporre divieti rigidi, ma di delineare un modello alimentare in cui la qualità del cibo ha un peso superiore rispetto alle quantità ingurgitate. La raccomandazione è quella di aumentare il consumo di proteine di valore, sia animali che vegetali, ecco un esempio: legumi, pesce e latticini fermentati, ottime fonti da considerare. Secondo le indicazioni, ogni giorno andrebbero assunti da 1,2 a 1,6 grammi di proteine per chilo di peso corporeo – un range calibrato per contrastare gli effetti negativi del poco movimento e dell’eccesso di peso. Un dettaglio non da poco, visto che così si aiuta a conservare la massa muscolare, basilare per mantenere attivo il metabolismo e sentirsi pieni più a lungo.

La guida alimentare americana si avvicina allo stile mediterraneo: i cambiamenti nelle abitudini nutrizionali
Spiedini di carne e verdure colorate, cibi freschi preferiti dalle nuove linee guida alimentari USA in ottica anti-obesità. – mondopentolame.it

Spesso si dimentica un aspetto rilevante: distribuire le proteine durante la giornata con criterio. La provenienza degli alimenti aiuta anche a evitare abbondanze che, col tempo, potrebbero nuocere alla salute. Chi abita in regioni del Nord Italia o in zone del Mediterraneo – dove l’alimentazione tradizionale tiene banco da anni – troverà affinità in questa linea: si riscoprono vecchie abitudini legate a legumi, pesce e latticini fermentati, combinati con un apporto moderato di carni rosse o bianche.

Ridurre ultraprocessati e zuccheri: un cambio di rotta necessario

La critica messa nero su bianco verso i prodotti ultraprocessati è forte nel documento. Snack confezionati, dolci pronti e bevande zuccherate – insomma, quello che si trova spesso nei supermercati americani – vengono indicati come principali colpevoli dell’esplosione dello zucchero aggiunto nella dieta quotidiana. La soglia nuova raccomandata sale fino a un massimo di 10 grammi di zuccheri aggiunti per pasto, una quantità che può lasciare sorpresi, specie chi non ha idea di quanto spesso questi alimenti finiscano nel piatto degli americani.

I grassi saturi hanno cambiato nome nel gioco: non sono più da escludere a tutti i costi, ma vanno tenuti d’occhio e limitati al 10% delle calorie complessive ingerite. È un approccio più sfumato, che considera la diversa natura dei vari alimenti e che, in fin dei conti, premia la qualità generale della dieta. Tra i grassi, l’olio extravergine d’oliva resta in cima alla lista, soprattutto nelle zone degli Stati Uniti dove la cultura mediterranea ha cominciato a farsi spazio – e non è poco.

Nel quadro complicato delle patologie metaboliche, che infatti rappresentano una vera emergenza per il sistema sanitario americano, queste nuove linee guida funzionano come una vera terapia d’urto nel mangiare. Il messaggio chiaro è questo: per frenare obesità e disturbi anche gravi bisogna tornare al cibo naturale, a quegli alimenti pieni di fibre e nutrienti veri. Guardando all’Europa e al Nord Italia, solo per fare un esempio, si vede come il dilagare degli ultraprocessati rischi di rompere equilibri che invece per anni hanno garantito salute e benessere collettivo.

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