A pochi chilometri da Venezia, le 5 feste di Carnevale 2026 da non perdere in Italia

A pochi chilometri da Venezia, le 5 feste di Carnevale 2026 da non perdere in Italia

Lorenzo Fogli

Gennaio 16, 2026

Con l’avvicinarsi del Carnevale 2026, si riaccende una tradizione che coinvolge persone di tutte le età e provenienze. È uno di quei momenti in cui si mettono da parte le abitudini di tutti i giorni per buttarsi in un mondo fatto di colori vivaci, suoni forti e rituali antichi. Indossare maschere e travestimenti non è solo un modo di divertirsi per poco tempo, ma affonda le radici in storie profonde, intrise di significati simbolici e culturali. In Italia, le celebrazioni assumono molte forme diverse, spesso unendo la festa con elementi di socialità e senso di appartenenza territoriale. Durante questi giorni, la parte gioiosa emerge in sfilate di carri allegorici, spettacoli tematici e momenti che rinsaldano legami di comunità, custodendo così un patrimonio culturale molto ricco e variegato.

Il calendario e le origini di una tradizione complessa

Il Carnevale segue un calendario che cambia ogni anno, legato da vicino alla data della Pasqua, che a sua volta varia. Perciò questo periodo non ha date fisse. Si tratta piuttosto di una serie di eventi che anticipano la Quaresima. Nel 2026, la festa comincerà il 17 gennaio con il legame a Sant’Antonio e si concluderà il 18 febbraio, mercoledì delle Ceneri, segnando il passaggio ai quaranta giorni quaresimali. Il cuore pulsante della festa si concentra nel weekend di metà febbraio, con il Giovedì Grasso e il Martedì Grasso – rispettivamente il 12 e il 17 febbraio – come momenti più vivi e sentiti.

A pochi chilometri da Venezia, le 5 feste di Carnevale 2026 da non perdere in Italia
Un tranquillo scorcio di un canale veneziano, con le sue acque che riflettono delicatamente le facciate degli antichi palazzi. – mondopentolame.it

Quasi nessuno si sofferma abbastanza sulle radici antichissime e complesse del Carnevale, spesso pensato solo come una tradizione cristiana. Se si va più a fondo, si scoprono usanze risalenti a civiltà pagane di tanto tempo fa. Nel mese di febbraio, diverse popolazioni celebravano riti legati alla fertilità e al risveglio della terra, usando simboli come maschere e banchetti che richiamavano forze naturali e spirituali in sintonia con il ciclo delle stagioni – dettaglio non da poco. Questi riti, con il tempo, sono stati assorbiti e trasformati, dando vita all’attuale Carnevale, un mix di elementi storici, sociali e religiosi ancora oggi ben visibile.

Cinque carnevali italiani che raccontano storie diverse

In Italia il Carnevale si vive in modi molto diversi, a seconda della regione e della tradizione locale. A Milano, per esempio, si celebra secondo il rito ambrosiano, una variante del calendario liturgico che allunga i festeggiamenti fino al sabato prima della Quaresima. Così la città – dalle parti di Milano – gode di quattro giorni in più di eventi pieni di sfilate di carri e animazione speciale in luoghi iconici come Piazza Duomo.

Il Carnevale di Venezia invece porta con sé un’aria di storia e fascino che attira ogni anno visitatori da ogni parte del mondo. Nel 2026 il tema principale sarà il romanticismo e la seduzione, dedicato a Casanova, in occasione dei 300 anni dalla sua nascita. Tra gli eventi più attesi spiccano il “Volo dell’Angelo” e la Festa delle Marie, manifestazioni che mantengono vive le tradizioni delle maschere veneziane. Nel centro Italia, Viareggio si fa notare per le sue sfilate di carri in cartapesta, famose per la satira politica e sociale che propongono, una voce forte e partecipata della realtà attuale.

Al Sud, la festa di Putignano è famosa per la sua durata: parte a dicembre e va avanti fino a febbraio, una delle celebrazioni più lunghe in Europa. Qui la festa è un intreccio tra sacro e profano, con un calendario fitto di musica, balli e cortei che hanno origine in leggende antiche risalenti alla fine del XIV secolo. Poi, spostandosi in Sardegna, Mamoiada mantiene vive tradizioni secolari legate alla cultura nuragica. Maschere come i Mamuthones e gli Issohadores, accompagnate dal caratteristico suono dei campanacci, rimandano a un legame solido con l’identità locale e attraggono chi cerca autenticità etnografica e storia.

Questi esempi mostrano chiaramente che il Carnevale in Italia non è un evento unico e uguale dappertutto: è piuttosto un mosaico di storie e modi di vivere la festa. Tra grandi città e piccoli borghi, la tradizione si rinnova anno dopo anno, cambiando e adattandosi alle esigenze sociali di comunità differenti, che ancora coltivano questo legame fra passato e presente – ecco perché il Carnevale resta un appuntamento fondamentale, tangibile nella vita di chi lo vive ogni giorno.

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