Chiunque cucini sa bene che il riso non manca mai sulle nostre tavole. PerĂ², una cottura perfetta richiede un po’ di pratica e attenzione. Il rischio? I chicchi che si trasformano in un ammasso molliccio o – peggio – si attaccano tra loro. Usare la pentola a pressione, piuttosto comune in molte case per velocizzare i tempi, puĂ² aiutare molto. Accelera la cottura, sì, e mantiene le sostanze nutritive quasi intatte. Il trucco sta perĂ² nel dosare bene tempi e liquidi, un dettaglio che spesso sfugge ai meno esperti, specie quando si prova questa tecnica per la prima volta.
Nel ritmo frenetico delle città , dove il tempo a disposizione per preparare da mangiare scarseggia, la pentola a pressione diventa un fedele alleato: ottimizza il tempo senza compromettere il sapore. Chi cucina abitualmente, sa che bilanciare bene la quantità di acqua e riconoscere le specificità di ogni tipo di riso sono passi fondamentali. L’elemento chiave? Il giusto mix tra calore, pressione e quantità di liquido. Questo dettaglio tecnico fa davvero la differenza nel gusto finale, ecco perché vale la pena di conoscerlo a fondo, insieme ai tempi di cottura propri di ogni varietà .
Le differenze nei tipi di riso e come influiscono sulla cottura
La varietĂ di riso scelta cambia tutto. Il riso bianco, quello che usiamo piĂ¹ spesso, cuoce piĂ¹ in fretta rispetto al riso integrale, la cui crusca rende i chicchi piĂ¹ duri e fibrosi, allungando così la cottura. Poi ci sono risi aromatici come basmati e jasmine, noti per la fragranza delicata: richiedono un’attenzione in piĂ¹ per preservare profumo e sapore. Per il riso tondo o per il sushi, ad esempio, serve tenere bene sotto controllo l’umiditĂ , così da ottenere quella giusta consistenza che non deve risultare nĂ© troppo appiccicosa nĂ© asciutta.

Quando si cucina con la pentola a pressione, l’acqua che si usa è meno del solito: il vapore ad alta pressione infiltra i chicchi piĂ¹ rapidamente, senza far disperdere l’umiditĂ . Una regola di massima? Circa una tazza e tre quarti di acqua per ogni tazza di riso. PerĂ² attenzione, ogni riso è un mondo a parte, e quel liquido va adattato. Se si esagera con l’acqua si rischia una poltiglia, troppo poca invece lascia i chicchi duri come pietre. Un dettaglio interessante è che aggiungere aromi come brodo o erbe aromatiche puĂ² cambiare sapore e crema, arricchendo senza complicare troppo la ricetta.
Lavare bene il riso – e poi lavarlo di nuovo, finchĂ© l’acqua non diventa limpida – aiuta a togliere l’eccesso di amido e a evitare l’effetto “colloso” durante la cottura, specie per i risi tondi. Per chi vuole andare oltre, mettere un soffritto leggero di cipolla o aglio come base è un trucco semplice ma efficace, che regala piĂ¹ aroma senza aumentare i tempi in cucina.
Come gestire la pentola a pressione e i tempi precisi di cottura
Il meccanismo della pentola a pressione non è come quello della cottura classica: bisogna fare attenzione alla valvola e alla pressione. Quando il vapore esce con un rumore continuo, significa che la pressione è al massimo e va calata la fiamma, iniziando a contare i minuti. Ogni riso ha il suo ritmo: chi non lo sa, impara solo con l’esperienza.
Per esempio, il riso bianco sta pronto in 4-5 minuti sotto pressione, mentre il basmati e il jasmine si cuociono un po’ piĂ¹ in fretta, tra i 3 e i 4 minuti circa. Il riso integrale, invece, richiede molta piĂ¹ pazienza: fino a 18 minuti per ammorbidirsi, perchĂ© la sua struttura è piĂ¹ resistente. Per il riso tondo (quello usato per sushi o arancini), bastano invece 5 minuti, un tempo studiato per mantenere la compattezza giusta.
Di solito conviene aspettare che la pressione scenda da sola prima di aprire la pentola. Aprirla prima o forzare la valvola puĂ² rovinare tutto, rendendo il riso troppo molle o spezzato. Quando il coperchio si alza, mescolare dolcemente con una forchetta fa miracoli: aiuta a separare i chicchi, a farli respirare, rendendo il piatto piĂ¹ bello da vedere e da mangiare. Per un tocco finale ci sta sempre bene qualche goccia di limone o un filo d’olio extravergine a crudo, che esaltano il sapore senza sovrastarlo.
Chi usa la pentola a pressione spesso cerca praticitĂ , senza dimenticare la qualitĂ . Imparare a regolare tempi e dosi fa la differenza: evita pasticci e garantisce un pasto che piace.
Piccoli accorgimenti per migliorare il risultato finale
Occuparsi bene della pentola a pressione è il primo passo verso un riso da manuale. Mai riempire la pentola oltre la metĂ : il riso cresce parecchio, raddoppia o anche triplica. Chi preferisce un riso piĂ¹ sodo puĂ² ridurre un po’ l’acqua; chi vuole morbido, la aumenti, ma senza esagerare perchĂ© – con la pressione – ogni variazione si sente molto di piĂ¹ che nel metodo classico.
Per aggiungere sapore senza fare storie, usare brodo caldo invece di acqua semplice è una trovata vincente. Rosmarino, alloro o altre erbe aromatiche portano il profumo in cucina, così come spezie delicate tipo la curcuma, popolare in diverse cucine italiane e straniere: danno colore e leggerezza all’aroma.
Da qualche anno, la pentola a pressione è praticamente un must in molte case italiane dove ci si muove fra cucina veloce e qualità . Oltre a ridurre i tempi, preserva aroma e nutrienti: un vantaggio per chi tiene alla salute e non vuole rinunciare al piacere del buon cibo.
Con un po’ di pratica, aggiustare i liquidi, calibrare i minuti e scegliere gli aromi diventa naturale, quasi automatico. Così è piĂ¹ facile arrivare sempre a un risultato che convince, e dimostrare che anche il piatto piĂ¹ semplice puĂ² sorprendere – grazie a piccoli trucchi, ragionati e affilati come coltelli.
